• Congiuntivite allergica
  • Edema corneale
  • Glaucoma

    Che cos’è

    Con il termine “glaucoma” viene identificata una patologia neurodegenarativa oculare che gradualmente porta alla perdita della vista a causa del danno irreversibile al nervo ottico, il nervo che trasmette le immagini al cervello. Spesso il glaucoma cronico colpisce entrambi gli occhi e non è accompagnato da sintomi quindi, se non viene diagnosticato e trattato in tempo conduce, silenziosamente cioè senza che chi ne è affetto se ne accorga, alla perdita della vista. Per questo il glaucoma è spesso chiamato “ladro silenzioso della vista”.
    Spesso (ma non sempre) il glaucoma è accompagnato da un aumento della pressione interna dell’occhio (PIO) che è la causa principale di danneggiamento del nervo ottico. La PIO serve a dare consistenza e forma all’occhio e, normalmente, varia da 8 a 21 mmHg (millimetri di mercurio). Se la pressione diviene troppo alta danneggia le delicatissime fibre del nervo ottico. Il glaucoma è definito “il ladro silenzioso della vista” poiché anche quando la pressione oculare sale e distrugge il nervo ottico non ci sono sintomi ed il paziente continua a vedere bene. La diagnosi precoce del glaucoma è estremamente importante in quanto questa malattia può essere trattata con maggiore successo quando diagnosticata precocemente. Pertanto è molto importante conoscere i fattori di rischio per il glaucoma e sottoporsi periodicamente ad una visita dal medico oculista.

    I principali fattori di rischio sono:

    • età superiore a 45 anni
    • familiarità, soprattutto di primo grado, con soggetti glaucomatosi
    • razza nera
    • diabete
    • miopia elevata
    • episodi di aumento della pressione oculare
    • storia di traumi oculari
    • uso di cortisone
    • spessore corneale centrale inferiore a 555 µm

    Sotto il termine glaucoma vengono raccolte diverse malattie oculari: forme acute e croniche, ad angolo aperto e ad angolo chiuso, primarie e secondarie. La diagnosi differenziale da parte di uno specialista è essenziale per una corretta gestione della patologia.

    Diagnosi

    La forma di glaucoma più frequente, in glaucoma primario ad angolo aperto, non si associa a sintomi evidenti fino alle fasi avanzate, quando il nervo ottico presenta danni gravi e irreversibili. Le visite di screening sono dunque essenziali per permettere una diagnosi precoce e preservare la vista. La diagnosi di glaucoma è una diagnosi complessa che può essere fatta solo da un medico oculista e che richiede numerose indagini. Gli esami principali necessari per giungere alla diagnosi di glaucoma sono:

    • tonometria
    • pachimetria
    • gonioscopia
    • oftalmoscopia
    • esame del campo visivo

    Vi sono poi altre indagini più sofisticate – HRT ed OCT – che servono ad analizzare le fibre nervose della retina ed il nervo ottico e che possono essere eseguite a giudizio del Medico Oculista. La loro utilità consiste nel permettere di giungere ad una diagnosi precoce della malattia e di monitorare con elevata accuratezza lo stato della papilla ottica e delle fibre nervose retiniche nel corso del follow-up. E’ fondamentale, una volta diagnosticato il Glaucoma, che il paziente faccia regolarmente i controlli dal medico oculista (almeno due volte l’anno) e si sottoponga agli esami diagnostici idonei a verificare l’eventuale avanzamento della patologia e l’efficacia della terapia prescritta.

    Trattamento

    Il trattamento del glaucoma si basa essenzialmente sulla riduzione della pressione interna dell’occhio fino ad ottenere la cosiddetta pressione bersaglio (Target), da individuare paziente per paziente (non esiste un’unica pressione bersaglio). Nessun trattamento certamente valido è stato sino ad oggi individuato per prevenire la progressione dei danni al nervo ottico, anche con una pressione oculare perfetta è possibile assistere all’ evoluzione della malattia.
    La riduzione della pressione interna dell’occhio può essere ottenuta con farmaci, con trattamenti para-chirurgici (laser) o con la chirurgia.
    FARMACI. Esistono oggi diverse categorie di farmaci che da soli o in combinazione tra loro sono in grado di controllare efficacemente la pressione oculare. La terapia antiglaucomatosa (collirio ipotonizzante) è una terapia cronica che va istillata ogni giorno agli orari esatti suggeriti dal medico oculista.
    Anche se si tratta di colliri, come per tutte le terapie farmacologiche esistono effetti collaterali sia a livello dell’occhio stesso che a livello sistemico. Le principali categorie di farmaci per abbassare la pressione interna dell’occhio sono:

    • betabloccanti
    • analoghi delle prostaglandine
    • alfa2 agonisti
    • inibitori dell’anidrasi carbonica
    • parasimpaticomimetici
    • associazioni farmacologiche

    Altre terapie farmacologiche

    Esistono terapie di supporto senza effetti sulla PIO che, seppure non ancora validate da adeguati studi clinici controllati, hanno comunque un’attività farmacologica sperimentalmente comprovata. Questo tipo di terapie, potrebbero essere utili nel proteggere direttamente le cellule nervose che si perdono nel corso della malattia glaucoma e sono generalmente terapie per via orale con molecole che hanno dimostrato, sperimentalmente, un’attività neuroprotettiva sulle cellule ganglionari retiniche.
    In associazione alla terapia in collirio per l’abbassamento della pressione intraoculare, queste terapie neuroprotettive, hanno l’obiettivo di rallentare la progressione della patologia glaucomatosa (esempio Citicolina, Omotaurina, Coenzima Q10, Ginkgo Biloba etc.). Generalmente sono molecole non assumibili con una dieta alimentare.

    Laser

    I più utilizzati nel glaucoma sono tre:

    • YAG laser
    • argon laser
    • laser a diodi

    Chirurgia

    Ancora oggi si ricorre alla chirurgia del glaucoma quando la terapia con i farmaci o il trattamento laser non sono più in grado di garantire una pressione oculare ottimale. Il motivo principale per cui la chirurgia non viene presa in considerazione come primo approccio terapeutico è rappresentato dal fatto che almeno il 75% dei soggetti con glaucoma non arriverà mai ad aver bisogno di un trattamento chirurgico e che dopo cinque anni dall’intervento, in media esso perde la sua efficacia in circa il 40% dei casi. L’obiettivo della chirurgia del glaucoma è quello di creare una via di deflusso dell’umore acqueo alternativa a quella naturale. Questo risultato può essere raggiunto sia con interventi fistolizzanti sia con interventi non fistolizzanti. Esistono numerosissime tecniche chirurgiche con molteplici varianti che possono essere valide in base all’esperienza del chirurgo. Tutte le tecniche chirurgiche si sono dovute confrontare soprattutto con la durata nel tempo del loro funzionamento; per migliorare questo aspetto oggi si utilizzano, sia durante l’intervento che nei mesi successivi, delle sostanze che rallentano i processi di cicatrizzazione denominate antimetaboliti. Nelle forme più gravi di glaucoma che non hanno ottenuto benefici con le altre terapie possono essere utilizzati i cosiddetti impianti drenanti cioè impianti progettati per far uscire l’umore acqueo da dentro l’occhio.

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